Storie da gustare, storie colorate, profumate, per riflettere...come un fiore si aprono al lettore...
giovedì 26 ottobre 2017
LA PIU' BELLA SEI TU. CHI? L'OLIVA ,OF COURSE
Lo sapevate che per fare un chilo di olio ci vogliono cinque chili di olive?
E che fa bene alla salute perchè abbassa il livello di colesterolo?
E che con i noccioli delle olive si ottiene un combustibile ecologico chiamato nocciolino?
E che quindi può essere usato per l'alimentazione di caldaie per riscaldamento delle abitazioni, acqua sanitaria, termocamini, forni e tutti i tipi di caldaie ?
E che le olive di Cerignola sono belle, grandi e gustose tanto che questa oliva è conosciuta come " la bella di Cerignola" ed esportata in tutto il mondo?
Dal 20 al 22 ottobre s è svolto a Cerignola il primo Festival dell'Oliva da Tavola con stand di prodotti gustosi dedicati all'oliva e alla regione Puglia. Olio, ma anche taralli, pomodori secchi e ripieni, degustazioni di piatti tipici rivisitati con un tocco di nouvelle cuisine, cestini di vimini fatti a mano dove raccogliere l'olio e i prodotti dell'orto. Inoltre mostre a tema e laboratori gastronomici.
E anche, dulcis in fabula, eventi dedicati ai bambini: dalla presentazione del libro " Lina l'oliva che si credeva una ciliegina" di Carthusia in collaborazione con il Comune e con la Libreria Albero dei Fichi, a laboratori creativi e teatrali a cura dell'Associazione Genitori di Cerignola- AGE.
Perchè per crescere bene, con una sana alimentazione, bisogna partire con la conoscenza sin da bambini.
E' il primo appuntamento, realizzato e ideato per promuovere il territorio e la bellissima uliva.
Grazie agli organizzatori. Ci siete ben riusciti!
mercoledì 20 settembre 2017
PARIGI E' UN DESIDERIO
Parigi è un sogno, una meta, un percorso, un arrivo, una partenza.
E' viaggio e divertimento.
E' leggerezza e passione.
E'cultura e lavoro.
E'sballo e ricerca interiore.
E' gioco e impegno.
E'confessione e dolore.
E' luogo e universo.
E' tenerezza e amore.
E' tradimento e separazione.
E' perdersi e ritrovarsi.
E' caduta e rinascita.
Parigi è un desiderio.
Scritto con passione, maestria e ironia, questo romanzo conduce il lettore nelle pieghe dei pensieri più intimi e nel sentiero esistenziale dell'autore Andrea Inglese. Il tono narrativo è colloquiale e intenso e apre ad un universo di luci e ombre, di luoghi vissuti e scoperti della città e dell'animo, all'amore per Andromeda, a brandelli di riflessioni che vagano come nuvole, ad aspirazioni giovanili incerte e a un terreno più fertile di matura concretezza.
Parigi è un desiderio.
Da leggere.
E' viaggio e divertimento.
E' leggerezza e passione.
E'cultura e lavoro.
E'sballo e ricerca interiore.
E' gioco e impegno.
E'confessione e dolore.
E' luogo e universo.
E' tenerezza e amore.
E' tradimento e separazione.
E' perdersi e ritrovarsi.
E' caduta e rinascita.
Parigi è un desiderio.
Scritto con passione, maestria e ironia, questo romanzo conduce il lettore nelle pieghe dei pensieri più intimi e nel sentiero esistenziale dell'autore Andrea Inglese. Il tono narrativo è colloquiale e intenso e apre ad un universo di luci e ombre, di luoghi vissuti e scoperti della città e dell'animo, all'amore per Andromeda, a brandelli di riflessioni che vagano come nuvole, ad aspirazioni giovanili incerte e a un terreno più fertile di matura concretezza.
Parigi è un desiderio.
Da leggere.
domenica 30 luglio 2017
LA SORPRESA NELLA SCATOLA BLU
Certe volte abbiamo la soluzione dei nostri problemi o delle nostre ricerche e non la vediamo, che ne dite? Poi appare all'improvviso. Come per miracolo.
Ecco una favola per i piccini che piacerà anche ai grandi.
La scatola in raso blu era lì,a portata di mano, appoggiata sulla credenza in cucina. Lulù la osservava da tempo,facendo varie ipotesi sul contenuto.Oro e diamanti? Perle e rubini?Oppure messaggi d’amore da conservare con gelosia? O segreti microfilms? Intenta nei suoi pensieri la bambina non si accorse che Pippo,un cucciolo di labrador che sembrava un piumino di cipria,di appena tre mesi stava rosicchiando le gambe del tavolo.
Ecco una favola per i piccini che piacerà anche ai grandi.
La scatola in raso blu era lì,a portata di mano, appoggiata sulla credenza in cucina. Lulù la osservava da tempo,facendo varie ipotesi sul contenuto.Oro e diamanti? Perle e rubini?Oppure messaggi d’amore da conservare con gelosia? O segreti microfilms? Intenta nei suoi pensieri la bambina non si accorse che Pippo,un cucciolo di labrador che sembrava un piumino di cipria,di appena tre mesi stava rosicchiando le gambe del tavolo.
“ Smettila,smettila,se ti vede la mamma!.” Gli gridò Lulù
“Vieni, andiamo in giardino a giocare”
Ma,al loro ritorno la scatoletta era scomparsa! Lulù ebbe
un tuffo al cuore:il suo tesoro era sparito nel nulla!
“Mamma hai preso tu la bella scatoletta blu?” chiese con ansia
“Quale scatola,non ne ho visto neanche una,non sarà,come
sempre, la tua galoppante fantasia?”
Rispose la mamma.“Eppure non ho sognato,l’hai vista anche
tu,vero Pippo?”
La bimba si infilò
allora il suo cappellino da Sherlock Holmes e incominciò le indagini.
Ma nonostante i suoi sforzi, non riusciva a trovarla!
“Il mio tesoro,il mio tesoro, dov’è il mio
tesoro”gridava disperata girando per ogni angolo della casa
“Forse ho avuto un
miraggio!” concluse amareggiata.
Due giorni dopo però, mentre giocava a nascondino con
Pippo,un raggio di sole illuminò la sala e come per incanto la scatoletta
riapparve,ma solo per un attimo.Questa volta era trasparente e luminosa come
l’acqua di una sorgente e sembrava che all’interno ci fossero mille bolle
colorate.
Il piccolo labrador si lanciò per
afferrarla,scodinzolando gioioso,ma ,proprio come una bolla,svanì nel nulla.Il
mistero si infittiva sempre più.
E ancora il giorno dopo ancora il cofanetto si
materializzò, di un morbido rosso fragola e scomparve di nuovo. Ormai la povera
Lulù pensava di soffrire di
allucinazioni;lei e Pippo si guardavano sconsolati,non sapendo più che cosa
fare.
Per qualche tempo e per brevi attimi rividero la
scatolina,ora verde,ora gialla,arancio,viola.
Lulù stava realmente pensando di
avere una strana malattia!
Ma la mamma ,a questo punto le disse:
“Quello che tu hai visto è l’arcobaleno delle tue
emozioni e dei tuoi desideri,sempre diversi e luminosi,quando saprai realmente
cosa vorrai troverai la tua scatola.”
Per molti anni la bambina non la vide più e,ormai
cresciuta ,non se ne ricordava nemmeno
Un giorno,durante uno dei suoi viaggi in un paese pieno
di sole e di allegria, Lulù era una viaggiatrice curiosa e sempre pronta a
scoprire nuove mete,sentì parlare di una cascata dall’acqua di smeraldo che si
tuffava in un piccolo lago,e piena di curiosità e con una strana emozione nel cuore,volle
andare a visitare quei luoghi.
Dopo una lunga camminata in un bosco profumato, Lulù raggiunse la cascata e si tuffò in quelle acque limpide e
profonde,sentendo dentro di sé una pace e un’armonia ristoratrice.
E a quel punto la vide.Vide, dopo molto tempo, la sua
scatoletta blu,scintillante e
misteriosa,che si era materializzata vicino a lei.O c’era sempre stata ed era
lei che non la vedeva?
Finalmente riuscì a toccarla e ad aprirla.Per prima cosa
uscirono tutte le bolle colorate,i suoi sogni,le sue emozioni, che dipinsero il
cielo a pois,e dentro rimase infine una piccola casa,la sua casa,quella che
aveva sempre cercato.
E così Lulù rimase lì per sempre, in quel paese pieno di
sole e di allegria.
Buona estate!
giovedì 27 luglio 2017
Pensieri in libertà
Io e un’amica in una giornata di sole a Posillipo.
Entriamo nell’acqua e scivoliamo sulle onde, aggrappate al materassino giallo come naufraghi su un’isola
e il mare diventa oceano all’improvviso. I confini si perdono e si diluiscono
nell’azzurro senza tempo, i pensieri si dilatano e volano liberi, il mormorio
dei flutti diventa una canzone che ci culla e ci trasporta in mondi nuovi, in
uno spazio dove possiamo recuperare la nostra vera essenza e respirane la
fragranza. Il profumo del mare diventa il nostro odore, il nostro vero abito. Il
mare siamo noi, libere di esistere.
Semplicemente.
Quando il pensiero non è più finalizzato ma diventa essenza,
nuvola, profumo, possiamo riscoprire parti di noi nascoste e sepolte sotto
montagne di obblighi, corse, e ci avviciniamo al nostro vero sé.
" Creiamo qualche cosa di nuovo, una scommessa"
"Cioè?"
“Apriamo una gelateria”
“ Una gelateria?”
“Gelati, libri e gazzosa, dove accogliamo tutti, bambini,
adulti, uno spazio libero, goloso, felice.”
" Meglio champagne"
“Dai ci divertiamo, torniamo piccoli, su incominciamo a
sorridere…”
“ Si, bello, però….”
Il però ritorna. E ci blocca. Rientriamo nella scatola di
tutti i giorni, lasciando fuori i sogni.
Ma il sogno prima o poi guizzerà fuori di nuovo.Fresco come un gelato alla menta, goloso come le scaglie di cioccolato che si fondono con la menta.
Alla prossima estate.
giovedì 29 giugno 2017
martedì 27 giugno 2017
Piccoli lettori crescono
Oggi cari amici vi propongo una fiaba scritta da una bimba di otto anni , spesso vado nelle scuole e i bambini si appassionano così tanto a leggere delle storie che diventano anche loro piccoli scrittori...
Leggiamola insieme
Una notte da super
brividi !!!
Titolo: una notte da super brividi !!
Personaggi:
Protagoniste: due ragazzine di 10 anni
Altri: fantasmi e cani
Tempo: mezzanotte
Luogo: bosco di notte
Fatto oscuro: il bosco è infestato da fantasmi
Era uno stupendo pomeriggio,
quando io e la mia amica Camilla, andammo nel bosco.
Dopo circa tre o quattro ore che
eravamo lì, diventò buio.
A quel punto, Camilla voleva
tornare a casa perché aveva paura; io insistevo per continuare ad andare
avanti, così lei accettò.
Continuammo a camminare.
Passarono altre ore e si fece
ancora più buio, Camilla aveva paura, ma andava avanti lo stesso.
Dopo un po’ ci fermammo, eravamo
stanche e vedemmo orrende luci verdi apparire lungo il bosco, poi un turbine d’
aria ci prese e ci trascinò esattamente nel punto dove cinquanta anni prima un
uomo – fantasma era stato divorato da due cani. Una leggenda narra che il
fantasma di questo uomo vola ancora nel bosco per vendicarsi di tutte le
persone che hanno cani o che li amano. Vi starete chiedendo come fa a sapere se
vi piacciono i cani, beh, lui ti può leggere nel pensiero, io e Camilla,
purtroppo non sapevamo questa leggenda, altrimenti non saremmo mai andate nel
bosco di notte…..
La mia amica ebbe una specie di premonizione: a mezzanotte precisa il
bosco sarebbe stato assorbito da un enorme buco nero, e chiunque si trovava lì
sarebbe stato assorbito, divorato dai cani, infine si sarebbe
trasformato in un orrendo fantasma.
Io e Camilla iniziammo ad avere paura, questa volta sul serio.
Incominciammo a correre verso l’ uscita del bosco,
quando una voce disse sussurrando:
“State già andando via ?”
Noi non rispondemmo, avevamo troppa fretta di
scappare.
Vi starete dicendo:
“Si, ma così è troppo facile, non è giusto, che
storia del terrore è questa ?”
In effetti non fu così facile, quando arrivammo vicino
all’ uscita del bosco, dal terreno salirono delle sbarre alte almeno quattro o
cinque metri, con attorno il filo spinato.
Ci fermammo urlando:
“ Aiuto, aiuto qualcuno ci salvi, aiuto,
aiutateci!!”
Ci rispose una signora, con voce tremolante e
sepolcrale:
“Ci avevo detto che sareste morti insieme a tutti
noi, fantasmi del bosco.”
Camilla rispose:
“No, noi non moriremo mai insieme a voi, siamo
troppo giovani!”
Quando Camilla smise di parlare, si sentirono
moltissime risate, ma non normali, erano rauche!
Io provai ad arrampicarmi sul cancello, ma mi punsi
con il filo spinato, quando l’ ultima goccia di sangue toccò per terra, mi svegliai.
La prima cosa strana è che anche Camilla si era svegliata nello stesso mio
momento, ma la cosa ancora più strana è che ha fatto lo stesso mio sogno, lo so
perché lei era venuta da me a dormire, quindi me l’ ha
raccontato.
Era stato
solo un sogno? Non ci potevamo credere e comunque per noi è stata e rimarrà per
sempre una notte da superbrividi!
Bravissima Luna!
martedì 6 giugno 2017
L'ARTE DEL FENG SHUI A MISURA DI GEPPETTO
C'era
una volta un pezzo di legno…Così era incominciata la storia di Geppetto, alias
Mastro Ciliegia, e il suo Pinocchio, il divertente burattino, compagno nella
fantasia di tanti e tanti bambini.
Ma
ne era passata di acqua sotto i ponti e la piccola falegnameria dove abitavano un
tempo, si era trasformata in un atelier di design del legno. Geppetto, da buon
artigiano, tramutava in bellissimi oggetti e mobili i disegni di Pinocchio, che
era ormai diventato un noto designer nell’arredamento. Aveva incominciato per
gioco, spinto dalla passione per il
legno e le sue caratteristiche, il calore, le nervature, perfino il profumo. E
negli anni la sua abilità si era talmente sviluppata da diventare una vera e
propria professione.
Il
suo aspetto un po’ bizzarro lo aveva addirittura aiutato.
“
Sei solido e tutto d’un pezzo” gli dicevano scherzando e ammirando le sue
creazioni, semplici ma di gran gusto.
E
lui non si dispiaceva, muoveva il naso appuntito in segno di approvazione.
Non
aveva perso nemmeno la curiosità e il senso d’avventura che lo avevano sempre
contraddistinto.
Un
giorno infatti:
“
Babbo, vorrei imparare l’arte del Feng Shui” disse a Geppetto con noncuranza.
“
Feng Shui? Che cosa è?” Il falegname era stupito, ogni giorno Pinocchio aveva
una nuova idea.
Non
che gli dispiacesse, ma non sempre riusciva a stargli al passo.
“ Il
Feng Shui è un’arte orientale, nata in Cina per creare armonia tra l’interno e
l’esterno della casa.“ spiegò lui.
Geppetto,
da buon padre, capì il suo interesse. Da piccino Pinocchio era stato disobbediente
e bugiardo e ne aveva pagato il prezzo. Da allora aveva ben compreso la lezione
e aveva orientato la sua vita alla ricerca della pace e delle buone azioni.
“
Perché non andiamo in Cina?” propose Pinocchio al padre.“ E’ da tanto tempo che
non facciamo un viaggio!”.
Mille
dubbi incominciarono ad affollare la mente dell’anziano falegname.
Ma
Pinocchio continuava ad insistere.
“ Possiamo
finalmente usare la nostra macchina telesportatrice!”
Era
stato un regalo a sorpresa della Fata Turchina. Un giorno avevano trovato in
giardino una grande rondine di legno di cedro. In realtà era una navetta
spaziale. Una piccola porta conduceva all’interno della cabina, attrezzata per
il viaggio di teletrasporto.
“
Vi porterà dove volete in pochissimi minuti. Dovete solo sedervi e pensare
intensamente al luogo prescelto”. Gli aveva sussurrato la Fatina.
“
Ma non l’abbiamo mai provata, funzionerà? E poi dove andiamo? La Cina è un
paese immenso! ” Geppetto era ancora perplesso.
Mentre
parlava, Pinocchio guardava con intensità il grande vaso di porcellana
all’ingresso. Era pieno di fiori e sulla parte anteriore il disegno di un
grande albero colmo di frutti gialli e rossi accoglieva lo sguardo con un’
energia davvero particolare.
Un
pensiero gli attraversò la mente, veloce come un lampo. Senza nemmeno rispondere, corse al computer e
incominciò la sua ricerca. Dopo qualche ora si presentò trionfante davanti a
Geppetto.
Gli
mostrò una foto con una donna cinese, minuta e dalla pelle color avorio. Vicino
a lei una bimba con i capelli raccolti in una treccia che teneva in braccio un
piccolo panda paffuto.
Sullo
sfondo una pagoda immersa nel verde e intorno decine e decine di vasi di tutte
le forme e dimensioni.
“
E’ la creatrice del nostro vaso” spiegò. ”Tramite internet sono riuscita a
trovarla e le ho anche scritto!”
“Abita
vicino a Pechino con la sua bambina ed è disposta ad accoglierci per qualche
tempo nella casetta accanto alla sua pagoda. E’ interessata al mio lavoro e io
al suo. ”
“
E poi…” Pinocchio abbassò la voce.
“
Quell’albero disegnato sarà l’albero dell’armonia?”continuò.
“
Pinocchio, attento, non volare troppo con la fantasia.Ti ricordi la brutta
avventura con l’albero degli Zecchini d’oro? Cos’è questo albero?” Geppetto
aveva un tono serio, quasi di rimprovero.
Pinocchio
si mise a ridere. Il gatto, la volpe e Mangiafuoco erano solo un ricordo del
passato.
“Si
narra che esista per davvero e il succo dei suoi frutti gialli e rossi possano
donare un senso di pace. Bastano poche goccie sui mobili di una casa per
portare gioia e armonia. Me lo ha confessato proprio la nostra amica Fata
Turchina. Ed è per questo che ci ha regalato la macchina per il teletrasporto,
per cercarlo. Che sia in Cina?”
“
Lo troverai, mi ha sussurrato una notte, ma dovrai viaggiare molto…”
“
Babbo, partiamo?” Pinocchio lo guardava con occhi pieni di speranza. Anche il
naso appuntito tremolava tutto.
“
E sia!” sospirò Geppetto.
Il
giorno dopo entrarono nella navicella a forma di rondine con una piccola
valigia. Si sedettero sui sedili, comodi e tondi, guardando intensamente il
luogo della fotografia. Dopo pochi minuti si sentirono sollevare ed entrarono in un vortice di luce, davanti ai
loro occhi scorrevano immagini di mari, fiumi, foreste e città. Poi silenzio,
solo le risate soffici di una bambina. Aprirono gli occhi e le immagini della
foto erano lì davanti a loro. La pagoda, i vasi, la donna cinese con la bambina e il piccolo
panda. Aveva funzionato. Una vera magia.
“Grazie
Fatina.”Pinocchio la ringraziò con tutto
il cuore. E lei rispose con un fruscio
del vento.
Un
nuovo mondo si stava aprendo davanti a loro. Chissà quali meravigliose
avventure li stavano aspettando…Ben presto lo avrebbero scoperto.
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